In ventimila all’Olimpico per il Nabucco da record

Una immagine della rappresentazione di ieri sera

Lo stadio pieno, ventimila persone tra gli spalti, ma in campo nessun derby né concerto rock. Ieri sera all’Olimpico di Torino è andato in scena Giuseppe Verdi, con il suo Nabucco colossale. Lunghe code alle casse, fumi di persone avanti e indietro, già dalle 18,30, per prendere posto in quell’arena lirica sotto le stelle. Mancavano solo gli striscioni, ma, malgrado le apparenze, questa volta sul palco non c’era Lady Gaga. E le aspettative non sono rimaste deluse: maestoso nell’allestimento, con templi, torri, leoni di pietra e statue giganti, su un palco di 1250 mq, ma ineccepibile anche nel cast, con una straordinaria Dimitra Theodossiou nel complesso ruolo della schiava Abigaille. Immensa anche l’orchestra, magistralmente diretta da Alberto Veronesi, figlio dell’oncologo. Se in scena accanto agli artisti di fama internazionale c’erano 300 orgogliose comparse torinesi, nel parterre si sono fatti notare in molti, da Umberto Veronesi a Maurizio Braccialarghe, Giampiero Leo e Francesco Profumo, oltre alla famiglia Pessotto al gran completo. Abiti eleganti e tacchi a spillo per essere all’altezza di uno spettacolo colossale, degno delle grandi prime.
«Non è stato facile» così ha iniziato sul palco Loretta Braschi, direttore artistico, poi lo spettacolo ha preso il via. Nel cuore di Torino è risorta Babilonia, per raccontare la storia del suo ultimo re Nabucodonosor sotto gli occhi esterrefatti degli spettatori. Grandi applausi, infiniti flash e un’emozione unica sulle note di quel “Va pensiero” che ancora oggi scuote gli animi. «Un’opera grandiosa – ha commentato Luisa, casalinga piemontese -, sono contenta che Torrino promuova spettacoli di così alto livello». Ed era d’accordo anche Carlo, professore di Milano: «è un’emozione incredibile, mai vista così tanta gente per un’opera lirica». È di 700 mila euro la spesa sostenuta dall’impresaria e produttrice Marta Loretta Braschi, ma ne è valsa davvero la pena, perché Torino è finalmente tornata a respirare l’orgoglio olimpico del 2006. Dita incrociate fino all’ultimo perché non piovesse, ma il tempo è stato clemente e così da tutta Italia sono accorsi a Torino per l’evento dell’anno, il debutto di una lunga tournée.